DOSSIER CERNOBYL
DOSSER LEGAMBIENTE (estratto)
invitiamo tutti a leggere l’interessante documento integrale
sul sito di Legambinte Valsusa
DOSSIER CERNOBYL: LE CONSEGUENZE AMBIENTALI E SANITARIE A 20 ANNI DALL’INCIDENTE
INTRODUZIONE
Si è appena chiuso l’anno che ha celebrato vent’anni dall’incidente di Chernobyl, ma ben poco è cambiato da allora. Le conseguenze del fall-out nucleare che ebbe origine per l’esplosione del reattore della centrale ucraina, sono state particolarmente pesanti per la popolazione e per il territorio bielorusso, dove maggiore è stata la concentrazione della radioattività che vi si è riversata. Milioni di persone sono ancora soggette a livelli di contaminazione difficilmente pensabili in condizioni normali; gli effetti ambientali rimangono pressochè immutati da allora, in termini di estensione del territorio interessato, mentre riguardo alle caratteristiche degli elementi presenti, cominciano ad emergere delle criticità specifiche, che richiedono maggiori gradi di approfondimento. Analogamente per quanto riguarda gli effetti sulle conseguenze sanitarie si pongono quesiti e scenari anche assai mutati da quelli in origine: con patologie diverse da quelle tumorali (in special modo alla tiroide) che colpiscono anche fasce di età superiori a quella infantile e che pongono l’urgenza di cominciare a valutare gli effetti non solo e non più sulla popolazione direttamente o indirettamente colpita dal fall-out di vent’anni fa, ma anche sulle generazioni che da quelle cominciano a discendere.E’ inoltre urgente avviare campagne di
LA SITUAZIONE DEI PAESI COLPITI DAL DISATRO DI CERNOBYL
La centrale nucleare di Cernobyl è stata definitivamente chiusa il 15 dicembre 2000: attualmente sono 4 i reattori spenti e due quelli la cui costruzione è stata interrotta dopo l’esplosione dell’86. Alla centrale lavorano quotidianamente un centinaio di addetti: per loro i turni sono di 12 ore e poi due giorni lontani dalla centrale, per abbattere le radiazioni. Complessivamente sono 3.700 i tecnici che lavorano a Cernobyl con il compito di tenere sotto controllo la centrale. Il sarcofago che copre i resti del reattore esploso, che si stima contenga il 95% del combustibile presente al momento dell’esplosione, presenta all’incirca
PM 10 POLVERI SOTTILI - FEBBRAIO 2007 - SUSA RAGGIUNGE 16 SUPERAMENTI DA INIZIO ANNO
I dati rilevati dalle centraline ARPA di Susa ed Oulx del mese di febbraio confermano la tendenza già riscontrata a gennaio:
ad Oulx un solo superamento, il 17 febbraio, con media giornaliera di 60 microgrammi/metro cubo di PM 10
ben 9 nuovi superamenti a Susa (16 superamenti da inizio anno 2007) nei giorni 2,5,6,7,8,17,23,24 e 25 febbraio (la media giornaliera più alta è stata raggiunta lo stesso 17 febbraio con 88 microgrammi/metro cubo di PM 10).
Ricordiamo che la media giornaliera delle concentrazioni di PM 10 non deve superare il valore di 50 microgrammi/metrocubo (limite per la protezione della salute umana) per più di 35 volte per anno solare. A Susa in soli due mesi si è quasi a metà del numero di superamenti consentito. E' UN EVIDENTE E PREOCCUPANTE SEGNALE DI CADUTA DELLA QUALITA' DELL'ARIA.
Per consultare i dati giornalieri completi (a partire dal mese di dicembre 2005) sulle rilevazioni delle centraline di Oulx e Susa consultare la sezione INQUINAMENTO del nostro sito
Montagna Nostra
SECONDA CANNA FREJUS: l'opinione degli operatori turistici di Bardonecchia
Oggetto: Seconda canna Traforo autostradale del Frejus
In relazione alle recenti notizie pubblicate dai settimanali locali ed inerenti la cosiddetta “canna di sicurezza del traforo del Frejus” gli operatori turistici ed economici di Bardonecchia ritengono necessario esprimere alcune considerazioni e preoccupazioni.
La sicurezza fuori e dentro il tunnel è assolutamente necessaria ma la soluzione prospettata (e progettata), ovvero quella di un secondo tunnel largo 8 metri, preoccupa notevolmente. E’ ambigua perché nonostante le assicurazioni da parte della Società Sitaf (sarà usata solo come corsia di emergenza) può consentire un ulteriore incremento di passaggi. Le assicurazioni di oggi sono contraddittorie con quanto affermato nel recente passato dai vertici della Società stessa che auspicava un reale raddoppio del tunnel come logica conseguenza della realizzazione della quarta corsia autostradale.
E’ ancora ambigua perché le assicurazioni e le regole di oggi possono domani essere modificate. E una logica di interessi potrebbe rendere il Frejus ancora più attrattivo per i mezzi pesanti.
Questa logica non è compatibile con la vocazione turistica di Bardonecchia e dell’Alta Valle Susa. Per altri trafori, in Valli alpine con economia turistica come la nostra, sono state realizzati altri interventi meno impattanti ed ambigui per ottenere le garanzie di sicurezza necessarie anche ricorrendo al contingentamento dei TIR come in Valle d’Aosta.
L’opera è inoltre decisamente impattante: viene chiamata galleria di sicurezza ma è praticamente grande come l’attuale traforo (anche se il progetto preliminare individuava un tunnel più piccolo, di 5 metri di larghezza). Un altro traforo del Frejus (l’attuale è largo 9 metri, la “canna di sicurezza” 8) vuol dire anni di cantieri, disagi, aumento di traffico di mezzi pesanti, rumori, polveri, inquinamento, estrazione di un grande volume di materiale, depositi e discariche di tale materiale. Che si sovrappongono al già intenso traffico attuale.
In questi giorni poi, con la chiusura del traforo del Monte Bianco ed il conseguente dirottamento dei mezzi pesanti nella nostra valle, si percepisce sia visivamente che olfattivamente questa scarsa qualità dell’aria.
Cosa potrebbe succedere all’economia turistica dell’Alta Valle, che risente già di forte crisi accentuata da questo inverno povero di neve, e di conseguenza anche al mercato immobiliare locale se chi la frequenta non ritenesse più questa valle così attraente e piacevole? La qualità dell’aria, dell’acqua e dell’ambiente sono i pilastri, le risorse fondamentali che hanno capacità di attrattività turistica in montagna: già oggi la qualità di questi elementi è scesa di livello (i risultati di rilevazioni ARPA sulla qualità dell’aria indicano già oggi livelli di inquinamento e caduta di qualità). I segni sul territorio lasciati dall’autostrada, dai viadotti, dalla quarta corsia sono evidenti. I tentativi di mimetizzare i tagli nella roccia con teli verdi, le palificazioni in legno sottostanti pilastri in cemento armato non contribuiscono sicuramente a mitigare l’impatto sul paesaggio.
Un'altra perplessità origina dalla recente intervista rilasciata dall’Assessore Sergi alla stampa locale (La Valsusa 8 marzo 2007), proprio in merito alla canna di sicurezza. L’Assessore riveste oltre che la carica elettiva con delega ai lavori pubblici anche il ruolo di dipendente della Società del traforo con compiti di responsabilità. Senza mettere in dubbio la buona fede, risulta difficile capire la sua reale obiettività ed indipendenza di giudizio e soprattutto se il suo giudizio origini dal mandato conferitogli dagli elettori o dal suo rapporto di lavoro subordinato.
Quanto sopra pare in stridente contrasto con la Delibera che il Consiglio Comunale ha già fortunatamente adottato contro la seconda canna e per il contengentamento dei TIR laddove sono raccolte appieno le nostre preoccupazioni e che un Assessore avrebbe il dovere di rispettare e di eseguire in tutte le sedi istituzionali (Comune e Comunità Montana). Le nostre preoccupazioni emergono anche in relazione al parere che il Comune di Bardonecchia sarà tenuto ad esprimere in relazione alla seconda canna, parere che dovrebbe rappresentare l’opinione dei cittadini elettori del Comune e non quello della società interessata al progetto.
Come imprenditori siamo coscienti che la il Traforo del Frejus dà lavoro a molte persone ma siamo preoccupati perché ancora un maggior numero di persone svolge oggi attività direttamente o indirettamente legate al turismo.
Occorre ragionare insieme e trovare una soluzione che non penalizzi per il presente e per il futuro le opportunità di lavoro di Bardonecchia e dell’Alta Valle.
Discutere e valutare assieme, non vuol dire però trovarsi di fronte a scelte già definite e preconfezionate che tengono conto solo degli interessi di qualcuno a scapito della collettività.
Distinti saluti In originale firmato da Associazione Albergatori Bardonecchia
Colomion Spa Impianti di risalita
Associazione Turistica Pro Loco
ASD Bardonecchia Mopuntain Bike
ASD Colomion srl
Club Alpino Italiano Sezione di Bardonecchia
Soccorso Alpino Sezione di Bardonecchia
AIB Bardonecchia
Sci Cub Bardonecchia
Scuola di Sci Bardonecchia
Scuola Materna Bardonecchia



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