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SECONDA CANNA FREJUS: l'opinione degli operatori turistici di Bardonecchia

di MontagnaNostra (15/03/2007 - 14:17)

Oggetto: Seconda canna Traforo autostradale del Frejus

  

In relazione alle recenti notizie pubblicate dai settimanali locali ed inerenti la cosiddetta “canna di sicurezza del traforo del Frejus” gli operatori turistici ed economici di Bardonecchia ritengono necessario esprimere alcune considerazioni e preoccupazioni.

La sicurezza fuori e dentro il tunnel è assolutamente necessaria ma la soluzione prospettata (e progettata), ovvero quella di un secondo tunnel largo 8 metri, preoccupa notevolmente. E’ ambigua perché nonostante le assicurazioni da parte della Società Sitaf (sarà usata solo come corsia di emergenza) può consentire un ulteriore incremento di passaggi. Le assicurazioni di oggi sono contraddittorie con quanto affermato nel recente passato dai vertici della Società stessa che auspicava un reale raddoppio del tunnel come logica conseguenza della realizzazione della quarta corsia autostradale.

E’ ancora ambigua perché le assicurazioni e le regole di oggi possono domani essere modificate. E una logica di interessi potrebbe rendere il Frejus ancora più attrattivo per i mezzi pesanti.

Questa logica non è compatibile con la vocazione turistica di Bardonecchia e dell’Alta Valle Susa.

 

Per altri trafori, in Valli alpine con economia turistica come la nostra, sono state realizzati altri interventi meno impattanti ed ambigui per ottenere le garanzie di sicurezza necessarie anche ricorrendo al contingentamento dei TIR come in Valle d’Aosta.

 

L’opera è inoltre decisamente impattante: viene chiamata galleria di sicurezza ma è praticamente grande come l’attuale traforo (anche se il progetto preliminare individuava un tunnel più piccolo, di 5 metri di larghezza). Un altro traforo del Frejus (l’attuale è largo 9 metri, la “canna di sicurezza” 8) vuol dire anni di cantieri, disagi, aumento di traffico di mezzi pesanti, rumori, polveri, inquinamento, estrazione di un grande volume di materiale, depositi e discariche di tale materiale. Che si sovrappongono al già intenso traffico attuale.

In questi giorni poi, con la chiusura del traforo del Monte Bianco ed il conseguente dirottamento dei mezzi pesanti nella nostra valle, si percepisce sia visivamente che olfattivamente questa scarsa qualità dell’aria.

Cosa potrebbe succedere all’economia turistica dell’Alta Valle, che risente già di forte crisi accentuata da questo inverno povero di neve, e di conseguenza anche al mercato immobiliare locale se chi la frequenta non ritenesse più questa valle così attraente e piacevole?

 

La qualità dell’aria, dell’acqua e dell’ambiente sono i pilastri, le risorse fondamentali che hanno capacità di attrattività turistica in montagna: già oggi la qualità di questi elementi è scesa di livello (i risultati di rilevazioni ARPA sulla qualità dell’aria indicano già oggi livelli di inquinamento e caduta di qualità). I segni sul territorio lasciati dall’autostrada, dai viadotti, dalla quarta corsia sono evidenti. I tentativi di mimetizzare i tagli nella roccia con teli verdi, le palificazioni in legno sottostanti pilastri in cemento armato non contribuiscono sicuramente a mitigare l’impatto sul paesaggio.

Un'altra perplessità origina dalla recente intervista rilasciata dall’Assessore Sergi alla stampa locale (La Valsusa  8 marzo 2007), proprio in merito alla canna di sicurezza. L’Assessore riveste oltre che la carica elettiva con delega ai lavori pubblici anche il ruolo di dipendente della Società del traforo con compiti di responsabilità. Senza mettere in dubbio la buona fede, risulta difficile capire la sua reale obiettività ed indipendenza di giudizio e soprattutto se il suo giudizio origini dal mandato conferitogli dagli elettori o dal suo rapporto di lavoro subordinato.

 

 

Quanto sopra pare in stridente contrasto con la Delibera che il Consiglio Comunale ha già fortunatamente adottato contro la seconda canna e per il contengentamento dei TIR laddove sono raccolte appieno le nostre preoccupazioni e che un Assessore avrebbe il dovere di rispettare e di eseguire in tutte le sedi istituzionali (Comune e Comunità Montana). Le nostre preoccupazioni emergono anche in relazione al parere che il Comune di Bardonecchia sarà tenuto ad esprimere in relazione alla seconda canna, parere che dovrebbe rappresentare l’opinione dei cittadini elettori del Comune e non quello della società interessata al progetto.

Come imprenditori siamo coscienti che la il Traforo del Frejus dà lavoro a molte persone ma siamo preoccupati perché ancora un maggior numero di persone svolge oggi attività direttamente o indirettamente legate al turismo.

Occorre ragionare insieme e trovare una soluzione che non penalizzi per il presente e per il futuro le opportunità di lavoro di Bardonecchia e dell’Alta Valle.

Discutere e valutare assieme, non vuol dire però trovarsi di fronte a scelte già definite e preconfezionate che tengono conto solo degli interessi di qualcuno a scapito della collettività.

Distinti saluti

In originale firmato da

  • Associazione Commercianti Bardonecchia
  • Associazione Albergatori Bardonecchia

  • Colomion Spa Impianti di risalita

  • Associazione Turistica Pro Loco

  • ASD Bardonecchia Mopuntain Bike

  • ASD Colomion srl

  • Club Alpino Italiano Sezione di Bardonecchia

  • Soccorso Alpino Sezione di Bardonecchia

  • AIB Bardonecchia

  • Sci Cub Bardonecchia

  • Scuola di Sci Bardonecchia

  • Scuola Materna Bardonecchia

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